Zeus, re e padre degli Dei

Personalmente, non posso dire di amare Zeus. Anzi, credo che sia la divinità che mi piaccia di meno e non è un caso. Non ho mai apprezzato i traditori incalliti che pensano di poter fare ciò che vogliono: Zeus è uno di questi.

Come già scritto nell’articolo dedicato alle origini del mondo, Zeus era figlio di Crono e Rea e colui che aveva sconfitto i Titani e spostato la sede del suo potere sul Monte Olimpo. Sono molti i miti che lo vedono protagonista, ma ci arriveremo via via con altri articoli. Qui, parleremo del personaggio, della sua simbologia e dei suoi rapporti con gli dei e gli esseri umani.

Le spose di Zeus

La sua prima sposa fu una Titanide, Metide. Secondo una profezia fatta da Urano e Gea, se dalla loro unione fosse nato un figlio maschio questo lo avrebbe detronizzato come lui aveva fatto con Crono. Ecco perché Zeus ingoiò Metide. Ma il loro figlio nacque comunque: nel mezzo di un gran mal di testa, il cranio del padre degli dei si spaccò e da questo nacque la dea Atena, già con scudo, lancia e armatura.

Ebbe poi altre due mogli, Temi ed Eurinome, prima di unirsi alla sorella Demetra, dea dei raccolti e della vegetazione: dalla loro unione, nacque Persefone, che diventerà regina degli inferi. Lo stesso fece con Mnemosine, che diede alla luce le nove Muse (“dee delle arti e proclamatrici di eroi“, per citare una famosa frase tratta da Hercules). Poi fu il turno di Leto, dalla quale nacquero i gemelli Apollo e Artemide. Infine, di Maia, madre del messaggero degli dei: Ermes.

Secondo Esiodo, l’ultima moglie di Zeus fu Era, che gli diede quattro figli: Ares (dio della guerra), Efesto (dio del fuoco e dei metalli), Ebe (dea della giovinezza e coppiera degli dei) e Ilizia (dea del parto). Secondo alcune fonti, da loro nacque anche Eris, la dea della discordia.

Ma le sue amanti… Quelle furono infinite, così come furono infiniti i figli che generò. Qui, ricorderò solo i più noti (non mi basterebbe una vita e mezza per citarli tutti!).

Gli amori di Zeus

Leda. Zeus si presentò a lei sotto forma di cigno: in seguito alla loro unione, lei depose un uovo. Schiudendosi, da questo nacquero quattro figli: Elena, Clitemnestra, Castore e Polluce. Elena e Clitemnestra diventeranno rispettivamente spose dei due fratelli Menelao (il rapimento di Elena sarà anche la causa scatenante della Guerra di Troia) e Agamennone.

Europa. A lei apparve come un grande toro bianco, che la portò fino alle sponde dell’isola di Creta. Dalla loro unione nacque Minosse, il famoso re e padre di Arianna (sì, la famosa Arianna del filo) che ordinò a Dedalo di costruire il labirinto per rinchiudervi il Minotauro.

Alcmena. Zeus assunse l’aspetto di suo marito, Anfitrione, per giacere con lei. Da loro nacque l’eroe per antonomasia: Eracle (forse più noto a tutti con il nome romano di Ercole).

Semele. Dalla sua unione con Zeus nacque Dioniso. Sarebbe dovuto essere un semidio, essendo il frutto dell’amore di una divinità con un’umana, ma il Fato aveva altri piani. Convinta da una gelosa Era, Semele implorò Zeus di mostrarsi a lei nella sua forma divina: quando lui lo fece, presentandosi circondato di fulmini e saette, la donna morì folgorata all’istante. Così Zeus prese dal suo ventre il bambino non ancora nato e lo cucì dentro alla sua coscia. Dioniso sarebbe nato direttamente dal padre, proprio come Atena.

Danae. A lei, Zeus si manifestò come una pioggia dorata che le cadde addosso. Da loro nacque Perseo, l’eroe che sconfisse la Gorgone Medusa tagliandole la testa e affiggendola sul suo scudo.

Questi sono solo una piccolissima parte dei miti che vedono Zeus come protagonista, ma torneremo su tutti e su molti altri in modo decisamente più approfondito. In ogni caso, ecco spiegata la mia affermazione iniziale.

Le caratteristiche di Zeus

Come già detto, Zeus era il re e padre degli Dei e degli uomini. Colui che deteneva il controllo del cielo e di tutto ciò che vi stava al di sotto, inclusi i regni del mare e degli inferi (rispettivamente controllati dai fratelli Poseidone e Ade).

I suoi simboli? Il tuono, il fulmine, l’aquila, il toro e la quercia.

Probabilmente la divinità più irascibile di tutto l’Olimpo, secondo solo alla moglie Era, era comunque colui che tutti invocavano per chiedere giustizia. Ebbene sì: sembra un paradosso, ma Zeus era considerato davvero il rappresentante assoluto della giustizia divina. E umana.

Come supremo garante dell’ordine, uno dei peccati che puniva di più era quello di hybris (in greco, ὕβρις): la tracotanza, l’arroganza, la superbia estrema di dei, uomini e qualsiasi creatura vivente. Nessuno sfuggiva alla punizione di Zeus se osava peccare di hybris.

I luoghi di culto

Nell’Antica Grecia, Zeus era onorato ovunque. In particolare, Olimpia era il centro principale del suo culto, seguito da Atene, Dodona (sede del suo oracolo), e Agrigento in Magna Grecia.

Le origini del mondo

Come inaugurare questo blog se non con la narrazione delle origini del mondo? Per farlo, seguirò le vicende esposte da Esiodo nella sua Teogonia, una delle più significative opere di mitologia classica mai realizzate.

Il racconto mitologico sulla nascita del mondo non è poi molto diverso dal nostro. La scienza ci insegna che la Terra sia nata da una grande esplosione, il Big Bang. Allo stesso modo, nella versione degli antichi greci, c’era un tempo in cui esisteva solo il Caos primordiale: senza forma, senza tempo, senza spazio. Non si sa come, non si sa quando, non si sa perché… Ma a un certo punto il Caos decise che era stanco di vivere in quella vastità tanto disordinata, completamente da solo. E come dargli torto? Che senso aveva detenere il controllo dell’Universo, quando non c’era nessun’altra entità su cui esercitarlo?

Il Cosmo come ordine universale

Ecco perché, di punto in bianco, si fece esplodere. Sì, una gigantesca esplosione che ricorda il Big Bang che tutti conosciamo. Ma le esplosioni, di solito, creano distruzione… In questo caso, dall’esplosione del Caos nacque l’ordine. Il Cosmo. L’Universo.

Il Cosmo generò prima Gea (la Terra, dal greco γῆ – ghe) e poi Urano (il Cielo, dal greco οὐρανός – ouranós). Subito dopo Tartato (gli inferi), Erebo (le tenebre) ed Eros (l’amore). Dall’unione di Gea e Urano nacquero i Ciclopi (giganti con un solo occhio, come il famoso Polifemo), gli Ecatonchiri (dalle cento braccia) e i Titani. Questi ultimi, in particolare, saranno molto importanti nella seconda parte della narrazione.

Crono e i Titani

Ora, quando il Cosmo aveva dato vita alla Terra e al Cielo, di certo non avrebbe mai immaginato che le cose degenerassero. E quando degenerarono? Nel momento in cui Urano decise, di punto in bianco, di rinchiudere i figli: tutti, nessuno escluso. I Ciclopi, i giganti dalle cento braccia, i Titani… Forse a causa della loro bruttezza, forse semplicemente per la sua paura di un possibile “colpo di stato” da parte dei figli. Ma Gea, sposa e sorella, non accettò una simile crudeltà e architettò una rivolta contro di lui e contro la tirannia che aveva instaurato. A insaputa di Urano, diede all’unico figlio che era riuscita a salvare, il Titano Crono, una falce con cui lui evirò il padre. Le gocce del suo sangue caddero sulla terra, dando vita ai fiumi, agli alberi, alle Erinni (personificazioni della vendetta), alla schiuma delle onde del mare. Da questa, sulle sponde dell’isola di Cipro, emerse una conchiglia e al suo interno la dea Afrodite in tutto il suo splendore (l’episodio è rappresentato nel meraviglioso quadro La Nascita di Venere di Sandro Botticelli).

Crono liberò tutti i fratelli, cacciò il padre e ne prese il posto. Ma Urano, mentre fuggiva ferito e sanguinante, pronunciò una profezia contro il figlio usurpatore: avrebbe subìto la stessa sorte per opera di uno dei suoi figli.

Inizia così la seconda parte della storia. La più importante. Quella che porterà all’ascesa dei cosiddetti Olimpi.

Il dominio di Crono

Crono si unì a una delle sorelle, Rea, e da loro nacquero sei figli: Estia, Demetra, Era, Ade, Poseidone, Zeus. E fu allora che Crono cominciò a vacillare. La profezia di Urano continuava a tormentarlo, non gli dava tregua, e ben presto la paranoia si impossessò del tutto della sua mente. Per evitare che uno dei figli lo detronizzasse, li ingoiò e li rinchiuse nella prigione del suo stomaco.

Credeva di essere al sicuro, ma non era così. Rea si comportò esattamente come aveva fatto la madre Gea: si ribellò. Riuscì a nascondere l’ultimo figlio, Zeus, e al suo posto diede da mangiare a Crono una pietra in fasce spacciandola per un neonato.

Zeus crebbe sulla Terra, sul Monte Ida (a Creta), allattato da una capra di nome Amaltea e circondato dalle ninfe. Divenuto grande e forte, ritornò a casa su richiesta della madre con l’obiettivo di liberare i fratelli. Fu allora che Rea, con l’inganno, fece mangiare delle erbe a Crono per fargli vomitare i figli: tra di loro c’era anche la pietra che aveva ingoiato al posto di Zeus.

La Titanomachia

Iniziò così il grande conflitto tra Dei e Titani. La Teogonia o Titanomachia. Uno scontro violento, brutale, decennale in cui con Zeus si schierarono anche due Titani (Oceano e Prometeo), i Ciclopi e gli Ecatonchiri, da lui liberati dal Tartaro dove erano stati rinchiusi da Urano. Furono proprio i Ciclopi a forgiare e donargli quello che sarebbe poi diventato il suo simbolo: la folgore.

Il loro aiuto fu decisivo per la vittoria di Zeus e degli Dei. Crono fu cacciato, quella volta non vi fu alcuna profezia e il nuovo sovrano confinò i Titani nel Tartaro, mettendo gli Ecatonchiri a sorvegliarli. Stabilì poi la sua nuova sede sul Monte Olimpo e ripartì i domini tra i fratelli: a Poseidone spettò il mare, ad Ade gli inferi e a se stesso il potere assoluto sul cielo e sugli dei.

Ecco ciò che racconta la Teogonia di Esiodo e che ci è stato tramandato in tante versioni più o meno simili. Il passaggio dal Caos primordiale alla giustizia divina (per modo di dire). Ma questa è solo la punta dell’iceberg di una tradizione di leggende che ancora oggi vengono studiate, analizzate e prese come spunto per film, serie tv, racconti e qualsiasi altra forma di comunicazione multimediale. Come i blog!

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