Come inaugurare questo blog se non con la narrazione delle origini del mondo? Per farlo, seguirò le vicende esposte da Esiodo nella sua Teogonia, una delle più significative opere di mitologia classica mai realizzate.

Il racconto mitologico sulla nascita del mondo non è poi molto diverso dal nostro. La scienza ci insegna che la Terra sia nata da una grande esplosione, il Big Bang. Allo stesso modo, nella versione degli antichi greci, c’era un tempo in cui esisteva solo il Caos primordiale: senza forma, senza tempo, senza spazio. Non si sa come, non si sa quando, non si sa perché… Ma a un certo punto il Caos decise che era stanco di vivere in quella vastità tanto disordinata, completamente da solo. E come dargli torto? Che senso aveva detenere il controllo dell’Universo, quando non c’era nessun’altra entità su cui esercitarlo?

Il Cosmo come ordine universale

Ecco perché, di punto in bianco, si fece esplodere. Sì, una gigantesca esplosione che ricorda il Big Bang che tutti conosciamo. Ma le esplosioni, di solito, creano distruzione… In questo caso, dall’esplosione del Caos nacque l’ordine. Il Cosmo. L’Universo.

Il Cosmo generò prima Gea (la Terra, dal greco γῆ – ghe) e poi Urano (il Cielo, dal greco οὐρανός – ouranós). Subito dopo Tartato (gli inferi), Erebo (le tenebre) ed Eros (l’amore). Dall’unione di Gea e Urano nacquero i Ciclopi (giganti con un solo occhio, come il famoso Polifemo), gli Ecatonchiri (dalle cento braccia) e i Titani. Questi ultimi, in particolare, saranno molto importanti nella seconda parte della narrazione.

Crono e i Titani

Ora, quando il Cosmo aveva dato vita alla Terra e al Cielo, di certo non avrebbe mai immaginato che le cose degenerassero. E quando degenerarono? Nel momento in cui Urano decise, di punto in bianco, di rinchiudere i figli: tutti, nessuno escluso. I Ciclopi, i giganti dalle cento braccia, i Titani… Forse a causa della loro bruttezza, forse semplicemente per la sua paura di un possibile “colpo di stato” da parte dei figli. Ma Gea, sposa e sorella, non accettò una simile crudeltà e architettò una rivolta contro di lui e contro la tirannia che aveva instaurato. A insaputa di Urano, diede all’unico figlio che era riuscita a salvare, il Titano Crono, una falce con cui lui evirò il padre. Le gocce del suo sangue caddero sulla terra, dando vita ai fiumi, agli alberi, alle Erinni (personificazioni della vendetta), alla schiuma delle onde del mare. Da questa, sulle sponde dell’isola di Cipro, emerse una conchiglia e al suo interno la dea Afrodite in tutto il suo splendore (l’episodio è rappresentato nel meraviglioso quadro La Nascita di Venere di Sandro Botticelli).

Crono liberò tutti i fratelli, cacciò il padre e ne prese il posto. Ma Urano, mentre fuggiva ferito e sanguinante, pronunciò una profezia contro il figlio usurpatore: avrebbe subìto la stessa sorte per opera di uno dei suoi figli.

Inizia così la seconda parte della storia. La più importante. Quella che porterà all’ascesa dei cosiddetti Olimpi.

Il dominio di Crono

Crono si unì a una delle sorelle, Rea, e da loro nacquero sei figli: Estia, Demetra, Era, Ade, Poseidone, Zeus. E fu allora che Crono cominciò a vacillare. La profezia di Urano continuava a tormentarlo, non gli dava tregua, e ben presto la paranoia si impossessò del tutto della sua mente. Per evitare che uno dei figli lo detronizzasse, li ingoiò e li rinchiuse nella prigione del suo stomaco.

Credeva di essere al sicuro, ma non era così. Rea si comportò esattamente come aveva fatto la madre Gea: si ribellò. Riuscì a nascondere l’ultimo figlio, Zeus, e al suo posto diede da mangiare a Crono una pietra in fasce spacciandola per un neonato.

Zeus crebbe sulla Terra, sul Monte Ida (a Creta), allattato da una capra di nome Amaltea e circondato dalle ninfe. Divenuto grande e forte, ritornò a casa su richiesta della madre con l’obiettivo di liberare i fratelli. Fu allora che Rea, con l’inganno, fece mangiare delle erbe a Crono per fargli vomitare i figli: tra di loro c’era anche la pietra che aveva ingoiato al posto di Zeus.

La Titanomachia

Iniziò così il grande conflitto tra Dei e Titani. La Teogonia o Titanomachia. Uno scontro violento, brutale, decennale in cui con Zeus si schierarono anche due Titani (Oceano e Prometeo), i Ciclopi e gli Ecatonchiri, da lui liberati dal Tartaro dove erano stati rinchiusi da Urano. Furono proprio i Ciclopi a forgiare e donargli quello che sarebbe poi diventato il suo simbolo: la folgore.

Il loro aiuto fu decisivo per la vittoria di Zeus e degli Dei. Crono fu cacciato, quella volta non vi fu alcuna profezia e il nuovo sovrano confinò i Titani nel Tartaro, mettendo gli Ecatonchiri a sorvegliarli. Stabilì poi la sua nuova sede sul Monte Olimpo e ripartì i domini tra i fratelli: a Poseidone spettò il mare, ad Ade gli inferi e a se stesso il potere assoluto sul cielo e sugli dei.

Ecco ciò che racconta la Teogonia di Esiodo e che ci è stato tramandato in tante versioni più o meno simili. Il passaggio dal Caos primordiale alla giustizia divina (per modo di dire). Ma questa è solo la punta dell’iceberg di una tradizione di leggende che ancora oggi vengono studiate, analizzate e prese come spunto per film, serie tv, racconti e qualsiasi altra forma di comunicazione multimediale. Come i blog!